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Negli ultimi anni il tema del deflusso ecologico è diventato uno degli aspetti più rilevanti nella gestione delle derivazioni idriche e degli impianti idroelettrici. L’evoluzione della normativa europea e nazionale ha infatti introdotto un nuovo approccio alla tutela dei corsi d’acqua, superando il concetto tradizionale di Deflusso Minimo Vitale (DMV) e ponendo al centro l’equilibrio complessivo degli ecosistemi fluviali.

Per aziende, gestori di impianti, concessionari e professionisti del settore, comprendere come viene determinato il deflusso ecologico non rappresenta soltanto un adempimento normativo, ma un elemento strategico che può incidere sulla gestione della risorsa idrica, sulla producibilità degli impianti e sulla continuità delle concessioni.

In questo approfondiremo cos’è il deflusso ecologico, come viene calcolato, quali sono gli obblighi introdotti dalla normativa e quali opportunità esistono per effettuare studi sito-specifici in grado di ottimizzare i valori di rilascio.

Che cos’è il deflusso ecologico?

Il deflusso ecologico rappresenta il regime idrologico che deve essere garantito lungo un tratto di fiume o di corso d’acqua affinché siano preservate le condizioni ambientali previste dalla Direttiva Quadro Acque 2000/60/CE. Si tratta di un concetto che negli ultimi anni ha assunto un ruolo centrale nella gestione sostenibile della risorsa idrica, introducendo una visione più evoluta rispetto al passato.

A differenza del precedente Deflusso Minimo Vitale (DMV), che individuava esclusivamente una portata minima istantanea da mantenere nel corpo idrico, il deflusso ecologico considera l’intero equilibrio dell’ecosistema fluviale. L’obiettivo non è soltanto garantire una determinata quantità d’acqua, ma assicurare che il corso d’acqua continui a svolgere tutte le proprie funzioni ecologiche, biologiche e ambientali nel tempo.

Il deflusso ecologico definisce quindi il quantitativo d’acqua che deve permanere naturalmente nell’alveo per consentire il mantenimento delle caratteristiche ambientali del corpo idrico e il raggiungimento degli obiettivi di qualità previsti dalla normativa europea. Nello specifico, il deflusso ecologico è finalizzato a:

  • mantenere la funzionalità degli ecosistemi acquatici,
  • proteggere la flora e la fauna ittica,
  • preservare la qualità ecologica del corpo idrico,
  • garantire i servizi ecosistemici (es. autopulizia, habitat, biodiversità).

Il passaggio dal DMV al DE rappresenta quindi un cambiamento sostanziale nell’approccio alla gestione delle derivazioni idriche: non più un semplice limite quantitativo, ma uno strumento tecnico-scientifico che integra aspetti idrologici, morfologici, ambientali e biologici per assicurare una gestione sostenibile della risorsa idrica.

Perché per le aziende e i titolari di derivazioni idriche è importante conoscerlo?

Per un’azienda o per il titolare di una derivazione idrica, il Deflusso Ecologico (DE) rappresenta la portata che deve essere rilasciata a valle di una traversa o di uno sbarramento fluviale per garantire il mantenimento delle condizioni ecologiche del corso d’acqua.

Si tratta di un tema destinato ad assumere un’importanza sempre maggiore. Il Decreto Legge 63/2024, convertito con modificazioni dalla Legge 12 luglio 2024, n. 101, stabilisce infatti che entro il 31 dicembre 2026 anche le derivazioni esistenti dovranno adeguarsi al nuovo regime di Deflusso Ecologico.

Ciò significa che tutti i soggetti che derivano acqua da fiumi, torrenti o canali per finalità irrigue, per la produzione di energia idroelettrica, per usi industriali o acquedottistici dovranno:

  • calcolare correttamente i valori delle portate di DE da rilasciare a valle dell’opera di presa;
  • adeguare, ove necessario, le proprie opere al rilascio dei nuovi valori di Deflusso Ecologico.

A differenza del precedente Deflusso Minimo Vitale (DMV), il DE non individua un’unica portata minima da garantire durante tutto l’anno, ma definisce una serie di portate mensili, determinate in funzione delle caratteristiche del corso d’acqua oggetto di studio.

In alcuni casi, tali valori possono risultare anche superiori al doppio del DMV precedentemente rilasciato. Un incremento della portata da mantenere nel corso d’acqua può incidere direttamente sulla disponibilità della risorsa idrica destinata all’impianto e, di conseguenza, influenzarne la producibilità.

Per questo motivo, conoscere il Deflusso Ecologico e determinarne correttamente i valori rappresenta oggi un passaggio fondamentale non solo per rispettare gli obblighi normativi, ma anche per valutare gli effetti che il nuovo regime di rilascio può avere sulla gestione tecnica ed economica di una derivazione idrica.

Come si calcola il deflusso ecologico?

Il calcolo del Deflusso Ecologico (DE) si basa su una metodologia tecnico-scientifica che integra aspetti idrologici e ambientali, con l’obiettivo di determinare il regime di rilascio più idoneo a garantire l’equilibrio del corso d’acqua. Non si tratta quindi di un valore fisso, ma del risultato di un’analisi che considera le caratteristiche specifiche del bacino idrografico e dell’ecosistema interessato.

La formula fondamentale adottata nel Distretto del Po è la seguente:

dove:

  • k è una percentuale della portata media annua indicata dalle Regioni;
  • *q_(“MEDIA” S) è la portata specifica media naturale annua del bacino idrografico di riferimento;
  • M, A, Z, T sono fattori correttivi ambientali che tengono conto dei seguenti aspetti:
    • caratteristiche morfologiche dell’alveo;
    • contributo delle falde sotterranee;
    • necessità di maggior tutela naturale;
    • necessità di fruizione del corso d’acqua;
    • stato di qualità chimico-fisica e biologica del corso d’acqua;
    • necessità di modulazioni stagionali.

La componente idrologica deriva dal Bilancio Idrico Regionale, mentre la componente ambientale si ottiene moltiplicando i fattori correttivi stabiliti dalla direttiva sui deflussi ecologici e dalla delibera regionale.

La corretta applicazione di questa metodologia è fondamentale per determinare il valore del Deflusso Ecologico da garantire a valle delle opere di presa, assicurando il rispetto della normativa vigente e una gestione della risorsa idrica coerente con le caratteristiche ambientali del corso d’acqua interessato.

Esempi di deflusso ecologico

Per supportare tecnici, professionisti e concessionari nell’applicazione della normativa, Regione Lombardia ha reso disponibile sul proprio Geoportale un servizio cartografico dedicato al Deflusso Ecologico. Si tratta di uno strumento operativo che consente di consultare l’intero reticolo idrografico regionale e di interrogare i singoli corsi d’acqua, suddivisi nei rispettivi sottotratti funzionali.

Il Geoportale rappresenta un importante punto di partenza per la raccolta delle informazioni necessarie alle valutazioni preliminari e al calcolo del Deflusso Ecologico, mettendo a disposizione dati tecnici ufficiali relativi ai diversi corpi idrici.

Attraverso il servizio è possibile recuperare diverse informazioni, tra cui:

  • Nome del corso idrico e del bacino idrografico di riferimento,
  • Codice del corpo idrico (CI) e del sottotratto funzionale (SF)
  • Portate medie mensili naturalizzate calcolate alla sezione di chiusura del sottotratto funzionale (componente idrologica)
  • i valori dei fattori correttivi ambientali M, A, N, Q, F, T da utilizzare per il calcolo della componente ambientale da applicare al sottotratto funzionale

Il Geoportale fornisce anche i dati del Deflusso Ecologico riferiti alla sezione di chiusura del sottotratto funzionale.

I valori del Deflusso Ecologico che deve rilasciare un’opera di derivazione idrica in una specifica sezione del sottotratto funzionale devono essere determinati mediante un’opportuna metodologia di calcolo.

Qualora i valori di Deflusso Ecologico siano troppo penalizzanti per l’esercizio dell’impianto idroelettrico, è possibile proporre uno studio sito-specifico di approfondimento finalizzato alla rideterminazione dei fattori correttivi e alla dimostrazione che le condizioni ambientali effettive del corso d’acqua consentono un’applicazione della norma meno stringente.

Un nostro caso di studio

La Regione Lombardia disciplina il Deflusso Ecologico attraverso l’Allegato 2 alla D.G.R. n. XII/2950 del 05/08/2024, “Determinazione del Deflusso Ecologico in Regione Lombardia – Regole applicative del Deflusso Ecologico”. La normativa introduce due importanti strumenti a disposizione degli operatori, pensati per adeguare il calcolo del Deflusso Ecologico alle effettive caratteristiche del corpo idrico interessato.

Punto 1.7 – Studi di affinamento sito-specifico:

La normativa prevede che possano essere presentati studi per affinare e rivalutare le portate del Deflusso Ecologico, qualora la stessa risulti superiore al doppio del Deflusso Minimo Vitale precedentemente rilasciato. Tali studi hanno come scopo l’affinamento sito-specifico del calcolo dei fattori correttivi M, N e Q, attraverso l’acquisizione di dati ambientali e idrologici che caratterizzino il corpo idrico interessato dalla derivazione.

Punto 4.1 – Programmi sperimentali di monitoraggio:

La normativa autorizza inoltre campagne di misure e di monitoraggio da attuarsi sulla base di un programma o (progetto) di rilasci sperimentali ed incrementali di portata da una o più derivazioni sul corpo idrico oggetto degli approfondimenti, a monte dello stesso o nel bacino imbrifero sotteso. Questi programmi sono finalizzati a individuare il corretto valore del fattore A nell’applicazione del deflusso ecologico da garantire a valle delle opere di presa, attraverso la caratterizzazione dell’interazione idrologica tra il corso d’acqua e la falda sotterranea.

Proprio nell’ambito di questo quadro normativo, SMA Engineering ha recentemente sviluppato, per un proprio cliente, la relazione tecnica per il calcolo del Deflusso Ecologico, affiancandola a una proposta di studio di monitoraggio sito-specifico. Il progetto è stato valutato positivamente e approvato dagli Enti competenti, consentendo l’avvio delle attività di monitoraggio.

Lo studio, attualmente in fase di avvio, avrà una durata complessiva di 12 mesi e permetterà di acquisire dati utili a una caratterizzazione ancora più puntuale del corpo idrico interessato.

Il caso della regione piemonte

È fondamentale notare che la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 57/2026, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di una recente norma regionale (art. 34, c. 2, L.R. 9/2025) che tentava di limitare il DE al 30% della portata effettiva nei corsi d’acqua torrentizi o con deficit idrici.

Di conseguenza, il calcolo del Deflusso Ecologico deve seguire rigorosamente i criteri tecnico-scientifici sopra descritti, senza tetti percentuali arbitrari.

Come sma engineering supporta gli interpreti del settore

L’applicazione della disciplina sul Deflusso Ecologico richiede competenze multidisciplinari che spaziano dall’idrologia all’ingegneria ambientale, fino alla gestione delle procedure autorizzative. Per questo motivo è fondamentale poter contare su un supporto tecnico qualificato, capace di affiancare aziende e concessionari in tutte le fasi del percorso, dal calcolo delle portate fino alla predisposizione della documentazione richiesta dagli Enti competenti.

I servizi di SMA Engineering comprendono:

  • il calcolo del deflusso ecologico in corrispondenza di una derivazione idrica,
  • la corretta individuazione e applicazione dei fattori correttivi ambientali,
  • la pianificazione di un eventuale studio sito specifico di approfondimento dei fattori ambientali proposti dalle Regioni,
  • capacità di produrre documentazione tecnica idonea per:
    • richieste di concessione
    • rinnovi
    • adeguamenti di derivazioni esistenti
    • pratiche presso ARPA, Autorità di Bacino, enti regionali.

Un approccio tecnico rigoroso e una corretta applicazione della normativa consentono non solo di rispettare gli obblighi previsti dalla legislazione vigente, ma anche di ridurre il rischio di contestazioni o sanzioni, contribuendo a garantire la continuità della concessione idrica e la corretta gestione della risorsa nel tempo.

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